Come ogni anno, il 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua (World water day), ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 ec prevista all’interno delle direttive dell’Agenda 21, risultato della Conferenza di Rio. Il tema di quest’anno è il legame tra acqua e cambiamenti climatici. Un argomento molto vasto, un contenitore che può dare origine a mille rivoli di riflessione con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni mondiali e opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico.

Ma qual è lo stato delle acque interne in Italia? Secondo l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, su 7.493 fiumi, il 43% raggiunge l’obiettivo di qualità per lo stato ecologico, il 75% raggiunge quello per lo stato chimico. Su un totale di 347 laghi, solo il 20% raggiunge l’obiettivo di qualità per lo stato ecologico, il 48% dei laghi raggiunge quello per lo stato chimico. Dove sono collocati? I fiumi che a livello regionale raggiungono l’obiettivo di qualità buono si trovano nella Provincia di Bolzano (94%), Valle d’Aosta (88%), Provincia di Trento (86%), Liguria (75%); quelli con uno stato chimico buono superiore al 90%, si trovano in Molise, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e le province autonome di Trento e Bolzano.

Di Giuseppe Altamore

Giornalista e saggista italiano, direttore del mensile Benessere. La salute con l'anima

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