> L'Académie de l'Eau, organismo creato dai comitati di bacino
in Francia www.academie-eau.org/
C'era una volta l'acqua del sindaco
Gli acquedotti passano definitivamente alle società private. Con
320 voti a favore il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera
sul Decreto Ronchi che prevede all’art 15 la riforma dei servizi
pubblici locali. Contro il Governo hanno votato 270 deputati. L'esecutivo
difende il provvedimento, spiegando che l'acqua rimarrà comunque
un bene pubblico e non ci saranno incrementi delle tariffe. Ma l'opposizione
è sulle barricate e critica nel metodo e nel merito le nuove norme.
Va ricordato però che durante il precedente Governo Prodi, l’ex
ministro Linda Lanzillotta aveva presentato un progetto di legge
simile a quello approvato due giorni fa. Continua
a leggere...
Storica sentenza del Consiglio di Stato sui beni comuni
La
sentenza del Consiglio di Stato 5501/0 ottenuta dal Comitato acqua
pubblica di Aprilia ha riportato in vita alcuni articoli della Costituzione
che Comuni, e non solo, sembra abbiano come cancellato. Il merito
va ai cittadini di Aprilia e ai loro avvocati e consulenti per questa
sentenza che ha portato i giudici a riaffermare due principi costituzionali
che in questi ultimi anni sembravano, e sembrano, andati persi:
1) la " sovranità del popolo" o dei cittadini-utenti (artt. 1 e
43 Cost.). 2) l'autonomia dei Comuni (artt. 5 e 114 Cost.). Sul
punto 1) ecco alcuni passaggi che noi tutti, a partire dagli organi
di governo e tecnici di tutti gli Enti Locali , dovremmo scolpire
nelle menti, e nel cuore: "La posizione degli utenti di un servizio
pubblico è stata innovata profondamente dalla legislazione ... La
lettura del precetto (ndr. l'art. 2 del decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206) impone di modificare in modo profondo l'orientamento
precedente che assegnava agli utenti di un servizio pubblico una
posizione per dir così subalterna, nella migliore delle ipotesi,
all'attivazione di un soggetto collettivo o portatore comunque di
interessi confusi". Sul punto 2), ecco alcuni passaggi del Consiglio
di Stato: "... capacità di determinazione dell'organo consiliare
dell'ente locale, che non può essere ristretta nell'ambito vincolato
di mera soggezione alle scelte della Conferenza dei sindaci e presidenti".
Continua a leggere...
Studio tedesco: dalle bottiglie di plastica pericolosi ormoni
nell'acqua
L'acqua
minerale in bottiglia di plastica potrebbe essere contaminata da
ormoni estrogeni, esponendoci costantemente a una fonte di xeno-ormoni
(ormoni di origine esterna al nostro corpo) non indifferente, con
potenziali conseguenze sull'organismo. Lo sostiene uno studio di
Martin Wagner e Jorg Oehlmann della Goethe University di Francoforte,
pubblicato sulla rivista Environmental Science and Pollution Research.
Analizzando un campione di 20 marche di acqua minerale in vendita
(8 in bottiglia di plastica, 8 in vetro, due in cartone), i ricercatori
hanno scoperto che composti ormonali presenti nella plastica della
bottiglia possono essere rilasciati nell'acqua. Inoltre in un test
riproduttivo, effettuato con le lumache terrestri, si è visto che
questi xeno-ormoni sono attivi e aumentano il numero di embrioni
prodotti dall’animale quando la lumaca viene messa a contatto con
l’acqua delle bottiglie di plastica. Gli esperti hanno trovato tracce
di xeno-ormoni nel 60% del campione (12 delle 20 marche). La minerale
in vetro ha un contenuto inferiore di estrogeni che non quella in
bottiglie di plastica e nel cartone: il 33% di tutta la minerale
in vetro contro il 78% di quella in plastica e il 100% (tutte e
due i campioni) in cartone hanno mostrato significativa attività
ormonale. “Quella da noi scoperta - concludono gli autori - deve
essere in realtà solo la punta di un iceberg, di certo molti altri
cibi con l'imballaggio in plastica rappresentano un'enorme fonte
di xeno-ormoni che contaminano i nostri cibi”.
Otto milioni di Italiani che sognano di aprire i rubinetti
C’è
una provincia dell’Italia peninsulare dove l’acqua potabile è un
lusso. I rubinetti di Agrigento, di Canicattì, Favara, Sciacca e
di tanti altri Comuni rimangono a secco per giorni e giorni. Manca
l’acqua? No, ce ne sarebbe più che a Bolzano. Solo che le dighe,
le condotte e i costosissimi impianti di dissalazione sono stati
costruiti più per dare “da mangiare” che da bere. La gente protesta,
sindaci e amministratori locali presidiano le piazze e la sede della
Regione, così ogni tanto piovono milioni di euro che tengono in
piedi dighe disastrate e clientele elettorali. La Sicilia, purtroppo,
non è un caso isolato: in Italia 8 milioni di cittadini non hanno
un accesso regolare all’acqua potabile; nei mesi estivi la dotazione
media giornaliera per abitante è al di sotto dei 50 litri, la soglia
che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato per garantire
un minimo di igiene e di vita civile. Per
saperne di più...
Troppi pesticidi nelle falde
Circa 130 pesticidi diversi nelle acque italiane. Nel 36,6% dei
casi le concentrazioni superano i limiti di legge delle acque potabili.
L'allarme è contenuto nel rapporto dell'Istituto Superiore per la
Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ''Residui di prodotti
fitosanitari nelle acque-Rapporto annuale, dati 2006'' reso noto
a dicembre. In Italia si impiegano circa 300 tipi di sostanze diverse,
per un quantitativo complessivo di circa 150.000 tonnellate all'anno.
continua a leggere...
Le guerre dell'acqua sull'Appennino
Questa
è la storia della corsa all’oro blu, un affare mondiale da 80 miliardi
di dollari e solo in Italia di circa tre miliardi di dollari. Stiamo
parlando solo dell’acqua imbottigliata, perché i servizi idrici
raggiungono addirittura quota 400 miliardi di dollari. Acqua e denaro:
un binomio inscindibile, come dimostra questa storia. Siamo nelle
Marche, un angolo di terra stretto tra la montagna e il mare. continua
a leggere...
IN PRIMO PIANO
>L'acqua
lombarda resta pubblica: il consiglio regionale, martedì 27 2009
gennaio, ha votato all'unanimità le modifiche alla legge sul servizio
idrico proposte da 144 sindaci. Continua
a leggere
> Tutti i servizi pubblici locali sul mercato entro
il 2010: che cosa dice
il famigerato articolo 23 bis della Legge
133 del 6 agosto 2008...
> La gestione europea del ciclo idrico integrato, una riflessione.
“Non è l’acqua a essere scarsa, ma il denaro”, afferma
Bernard Barraqué...
>La crisi idrica globale Guerre dell’acqua: un’espressione suggestiva,
una formula giornalistica che evoca scenari apocalittici, moltitudini
assetate ed eserciti che si fronteggiano fino all’ultima goccia.
Ma che cosa c’è di vero? Continua
a leggere...Nella foto: le Alture del Golan al confine
tra Israele e Siria.
La lettera della Commissione Europea in risposta al reclamo dell'eroico
cittadino Pasquale Merlino (la sua storia l'ho raccontata nel mio
libro: Qualcuno vuol darcela a bere). Leggi
il documento