Grandi lavori nei pozzi del Cap in via Grandi e Villaggio Ambrosiano. Ed è mistero sui vistosi silos verdi da poco realizzati, tanto da scarificare un’area cani. I cittadini si interrogano ma il Cap fa il pesce in barile. Alla mia domanda, perché sono stati installati impianti di trattamento a carboni attivi, la risposta è stata quantomeno evasiva (la trovate in fondo all’articolo). Gli impianti in questione solitamente servono ad abbattere le sostanze inquinanti che si possono insinuare nella falda. Parliamo soprattutto dei PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche), una grande famiglia di composti chimici industriali usati per rendere i materiali antiaderenti, impermeabili e resistenti a grassi e macchie (rivestimenti tipo antiaderente, tessuti tecnici, schiume antincendio, alcuni imballaggi). Il problema è che molti PFAS sono molto persistenti: si degradano pochissimo, possono accumularsi nell’ambiente e nell’organismo e, se finiscono in falda, possono arrivare anche nell’acqua potabile. Per questo vengono chiamati spesso “inquinanti eterni”.
A Segrate il tema PFAS non è più un argomento tabù: è entrato nei cantieri ben visibili (chi passa in zona via Morandi angolo via Grandi lo vede) e nelle preoccupazioni di chi apre il rubinetto ogni giorno. Ho chiesto al gestore (Gruppo CAP) un riscontro specifico su Segrate centro. Nessuna risposta ad oggi, 16 marzo.
E allora conviene partire da ciò che esiste già, nero su bianco: i dati dell’ATS Città Metropolitana di Milano, l’autorità che effettua i controlli sull’acqua potabile.
Il dato pubblico “Segrate” nel monitoraggio ATS 2024
Nel documento “PFAS 2024” dell’ATS Città Metropolitana di Milano compare una voce per il Comune di Segrate riferita a un punto di controllo chiamato:
“V. Andromeda / Milano Due – miscela (Str. Arroccamento Nord)” (campione del 10/10/2024).
I valori riportati sono:
Somma PFAS: 0,0459 µg/L (cioè 45,9 nanogrammi/litro)
PFOA: 0,0112 µg/L
PFOS: 0,0151 µg/L
Sono numeri importanti perché sono ufficiali e perché ci dicono che PFAS rilevabili ci sono, almeno in quel punto di controllo.
Che succede a Segrate Centro?
Qui sta il punto: il monitoraggio ATS non è organizzato “per quartieri” ma per punti di controllo e miscele di rete. Quindi la domanda vera (e legittima) per chi vive a Segrate centro è:
Qual è la “zona di fornitura” (o la miscela) che alimenta il centro?
E quali sono i suoi valori PFAS?
Questa informazione, a oggi, non è immediatamente ricavabile dai soli documenti pubblici, men che meno dai comunicati stampa del Cap, perché non sono indicati valori zona per zona.
Dal 2026 i limiti degli inquinanti diventano più stringenti
Regione Lombardia, nel report sui controlli PFAS 2024, richiama che il limite della “somma PFAS” a 0,10 µg/L diventa cogente dal 12 gennaio 2026. Precisiamo che i nanogrammi, parti per milione, si usano per misurare i “veleni”, mentre i milligrammi si utilizzano per le sostanze non pericolose, come i sali minerali.
ATS Milano, nella pagina di spiegazione della mappatura, dice anche due cose utili: il monitoraggio nel territorio avrebbe dato “risultati incoraggianti”, e dal settembre 2024 il laboratorio determina il pacchetto completo (24 composti) previsto dalla norma.
I nuovi “filtri” a Segrate (e perché serve trasparenza)
Sulla stampa locale è stato riportato che a Segrate la Giunta avrebbe dato il via libera a nuovi presìdi con filtri a carbone attivo granulare per l’abbattimento dei PFAS (con installazioni indicate in varie aree cittadine, inclusa la zona Milano 2/arroccamento).
Questo è il punto in cui la comunicazione dovrebbe diventare cristallina, perché quando metti filtri (o li progetti) la domanda pubblica è inevitabile:
Quali PFAS erano presenti prima (acqua grezza e/o acqua in rete)?
Quali sono i valori dopo il trattamento?
Quali zone della città ne beneficiano?
Senza questi dettagli, l’effetto è perverso: i cittadini vedono gli impianti, sentono la parola PFAS, ma non hanno la mappa “rubinetto per rubinetto” (o almeno “zona per zona”) per capire.
In conclusione, oggi possiamo dire una cosa certa: a Segrate esiste almeno un punto di controllo ufficiale (area Milano 2) con PFAS misurati e una “somma PFAS” di 0,0459 µg/L al 10 ottobre 2024.
Se CAP vuole evitare allarmismi (e sospetti), la strada è una sola: pubblicare la tabella completa, zona per zona e spiegare perché sono apparsi i nuovi impianti.
Nel frattempo potete chiamare il Call center (numero verde 800.428.428): 08:00-18:00 dal lunedì al venerdì.
Giuseppe Altamore
La risposta del Gruppo Cap
Gentile dott. Altamore,
La ringraziamo per averci contattato.
Le installazioni a cui fa riferimento rientrano in una serie di interventi programmati da Gruppo CAP per l’aggiornamento e il potenziamento dei sistemi di trattamento dell’acqua presso alcuni campi pozzi del territorio. Si tratta di attività pianificate nell’ambito delle ordinarie strategie di investimento sulla qualità e sulla sicurezza della risorsa idrica.
Come di consueto, l’acqua erogata dall’acquedotto è sottoposta a controlli costanti e rigorosi, effettuati sia dai laboratori di Gruppo CAP sia dagli enti di controllo competenti, per garantire il pieno rispetto di tutti i parametri previsti dalla normativa vigente.
Se avrà bisogno di ulteriori informazioni o approfondimenti saremo naturalmente disponibili a fornirLe aggiornamenti.
Un cordiale saluto
