L'acqua lombarda
resta pubblica: il consiglio regionale, martedì 27 gennaio,
ha votato all'unanimità le modifiche alla legge sul servizio idrico
proposte
da 144 sindaci. Non ci sarà quindi bisogno di indire il referendum:
le
richieste dei Comuni sono state accolte e la legge regionale
18/2006 viene emendata. Tre le principali modifiche introdotte.
Non sarà più possibile la
partecipazione dei privati al capitale delle società patrimoniali
delle reti
e degli impianti: la proprietà delle reti resta esclusiva competenza
degli
enti locali. Inoltre, i Comuni non sono più obbligati a separare
la gestione
di reti e impianti dall'erogazione del servizio idrico: possono
quindi
scegliere la formula che ritengono migliore. Infine, viene meno
l'obbligo di
affidare la gestione degli acquedotti tramite gara a evidenza pubblica:
si
ripristina la possibilità dei Comuni di scegliere la propria modalità
di
gestione del servizio idrico.