Giuseppe Altamore - è richiesto FLASH PLAYER
 

L'acqua lombarda resta pubblica: il consiglio regionale, martedì 27 gennaio,
ha votato all'unanimità le modifiche alla legge sul servizio idrico proposte
da 144 sindaci. Non ci sarà quindi bisogno di indire il referendum: le
richieste dei Comuni sono state accolte e la legge regionale
18/2006 viene emendata. Tre le principali modifiche introdotte. Non sarà più possibile la
partecipazione dei privati al capitale delle società patrimoniali delle reti
e degli impianti: la proprietà delle reti resta esclusiva competenza degli
enti locali. Inoltre, i Comuni non sono più obbligati a separare la gestione
di reti e impianti dall'erogazione del servizio idrico: possono quindi
scegliere la formula che ritengono migliore. Infine, viene meno l'obbligo di
affidare la gestione degli acquedotti tramite gara a evidenza pubblica: si
ripristina la possibilità dei Comuni di scegliere la propria modalità di
gestione del servizio idrico.

Che cosa prevedeva la Legge regionale 18/2006