«Immaginate di guardare il film di un’esplosione qualche istante dopo che essa ha avuto luogo», dice Philip Ball nella sua Biografia dell’acqua (Bur, Rizzoli). «Vedreste molti frammenti che si allontanano gli uni dagli altri all’interno di una sorta di bolla le cui dimensioni vanno espandendosi». È successo il giorno della creazione o del Big Bang ed è un processo ancora in corso. Man mano che le galassie si allontanano l’universo diventa sempre più grande, si espande sempre di più. La deduzione cui sono giunti gli scienziati è che all’inizio della creazione, circa sei miliardi di anni fa, tutta la materia fosse concentrata in uno spazio molto piccolo: una “palla” di appena un metro di diametro e una temperatura di circa un miliardo di miliardi di gradi. Ma già alla fine del primo giorno della creazione, la temperatura era scesa di parecchio, più o meno come quella che potremmo misurare all’interno di una stella. In quel primo giorno della Genesi, gli elementi non c’erano ancora. In quella sfera di un metro c’erano “solo” protoni ed elettroni, i “mattoncini” degli atomi. Dunque, l’universo era in origine una “zuppa” di protoni ed elettroni. Man mano che la temperatura scendeva quei mattoncini incominciavano a legarsi tra di loro a formare gli atomi. Intorno ai 4000 gradi di temperatura e dopo alcuni giorni dal Big Bang, si è formato l’idrogeno, uno degli elementi più diffusi nell’universo e uno degli ingredienti dell’acqua, la molecola formata da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno.  In quei giorni dell’inizio dell’avventura terrena e di tutto l’universo si è quasi subito formato l’ossigeno, che con l’idrogeno e l’elio sono gli elementi più diffusi e costituiscono il tessuto della Creazione. L’elio è un solitario poco reattivo, mentre idrogeno e ossigeno si sono “abbracciati” subito generando l’acqua: la matrice della vita. Pensate che idrogeno significa appunto generatore d’acqua. Le stelle, composte essenzialmente di questo elemento, sono esse stesse la base della vita, perché al loro interno avvengono le spaventose reazioni atomiche di fusione che riproducono l’origine di tutte le cose e quindi anche dell’acqua.

Ecco perché nei miti di tutto il mondo, nei libri sacri di quasi tutte le religioni troveremo che “in principio c’era l’acqua”. Quando la Terra era una massa informe e vuota, lo spirito del Dio degli ebrei “aleggiava sulle acque”. Non esisteva cielo né terraferma, finché Dio non separò “le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che sono sopra il firmamento” e comandò: “Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo”. Ed emerse quindi il mondo, da un oceano primordiale infinito.

Di Giuseppe Altamore

Giornalista e saggista italiano, direttore del mensile Benessere. La salute con l'anima

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